GOSPEL BOOK REVISITED – Morning Songs & Midnight Lullabies

Dopo il primo EP Won’t You Keep Me Wild? e l’album live Stay Wild – live on tour 2017-2018, esce a fine mese il primo LP in studio dei torinesi Gospel Book RevisitedMorning Songs & Midnight Lullabies. L’album verrà presentato in anteprima il 17 ottobre allo Spazio Teatro 89 in apertura del concerto dei North Mississippi Allstars.

Il disco s’inaugura con TALL TREE, una canzone dalle atmosfere smaccatamente Blacksabbathiane con schitarrate grintose e scure. Le note acidule in sottofondo calano il pezzo in un clima da piccoli brividi e gli fanno guadagnare subito l’arroganza e la ribellione giusta.

STONES IN MY POCKET vede la Weissenborn di Umberto Poli in forte contrasto con la delicata vigorosità della voce di Camilla. Voce che viene raddoppiata in cori davvero gustosi che richiamano la tradizione del Gospel, ma che vengono subito laicizzati dall’elettrica volgarità della chitarra. Un brano caratterizzato da una freschezza incredibile che mescola la ruvidezza e l’ipnotismo del Blues di R.L Burnside con la soave tradizione Gospel.

19029196_863008810528545_3567175840815248066_nTocca poi a SLOW INTENTION azzardare distorsioni vocali che si dipanano in un’ampia prateria melodica dove sprintano a briglia sciolta purosangue rockettari. La batteria di Samuel Napoli si intesse in un denso intreccio ritmico col basso di Gianfranco Nasso in cui il sax tenore di Enrico D’Amico stende un’ulteriore pennellata di vernice. Un cuscino psichedelico di fumo fa deragliare il sound verso scarpate incorrotte da denaro e fama dove il Rock si mescola ad accenni funkeggianti in stile Maceo Parker.

In THE WORLD IS LIQUID emerge subito l’armonica fuoriclasse di Fabrizio Poggi che cuce un blusettone vigoroso e si mescola ad un attitudine Rock con una vena di sussurrata psichedelia. Questo pezzo è una sintesi del sound dei The Black Keys combinato assieme alla sporca gravosità del Punk Blues anni ‘90 firmato Jon Spencer Blues Explosion.

Il pezzo successivo, SHINE AND BURN, ha proprio la faccia tosta in puro stile North Mississippi Allstars grazie ad un pugno melodico iniziale che sfonda qualsiasi porta emotiva. Ottimi stop e ripartenze, vincente la coralità e la coesione che emerge nel sound complessivo. Umberto Poli si conferma una delle eccellenze chitarristiche del Bel Paese in un brano necessario come il cielo blu, come il sole dopo la pioggia, come la pace al posto della cattiveria, del sangue e della rabbia. I Gospel Book Revisited brillano e bruciano alla grande!

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A concludere le Morning Songs ci pensa HARD MAMA. Qui l’atmosfera è quella corale del Gospel del Deep South. Ipnotiche e catturanti le percussioni in un pezzo dall’anima profondamente africana che gioca sul vocione del contrabbasso e sulle tinte variegate delle voci di tutti i componenti della band. Dall’Africa si arriva fin quasi nel Sud America, in una mescola perfetta per un pezzo di modernariato del Blues dal testo cupo e dal sound liberatorio.

Con MINE ci si addentra nella seconda parte del disco, ossia quella delle Midnight Lullabies. La slide guitar di Luther Dickinson scivola languida sotto la sussurrata voce di Camilla. Un pezzo che veste un lungo abito di seta dai colori pastello, ricco di sfumature che catturano lo sguardo. Fini spalline tinta pesca scivolano come brividi di emozione giù lungo la schiena.“La magia non finisce mai se la tua mente è focalizzata nei momenti di questa meravigliosa notte”. L’organza delicatamente increspata sulle punte del vestito lascia intravedere un paio di caviglie delicate e sottili, eleganti e sinuose come il sound complessivo di questo pezzo. Un brano che è un capolavoro di sensazioni e immagini dolci, sintesi di una bellezza fuori dal tempo e dalle mode. “Le stelle brillano luminose, il vento soffia dolcemente e noi dobbiamo solo imparare a perderci. Everything’s gonna be fine”.

THE KEY prosegue facendo scorrere le dita sul panno della morbidezza sonora, solleticato qua e là da Flavio Rubatto con i suoni esotici della kalimba e del didjeridoo. Un pezzo morbido che conquista fin da subito l’ascoltatore grazie soprattutto alle voci delle sorelle Maina, delicate e penetranti come poche.

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E’ il momento di FIREFLIES & BUTTERFLIES, un pezzo che si apre con la Weissenborn di Poli. Un pseudo Blues delicato e allo stesso tempo pungente, cosparso di un pizzico di zenzero e di ricordi che fanno davvero male quando ci si ritrova soli.  L’udu di Samuel Napoli colora con gocce ritmiche il brano e sottolinea l’umile e costante presenza di mamma Africa.

Ci s’incammina verso la conclusione del disco con THERE COMES MY TIME, un brano in cui il pianoforte di Simone Zoja mette ancor più in evidenza la fulgidezza acustica di queste Midnight Lullabies. Ballatone delicate ma allo stesso tempo vigorosamente acuminate e intense.

A chiudere definitivamente il sipario ci pensa DREAMTIME LULLABY. La sussurrata dolcezza vocale di Camilla che fluisce sugli scivoli di velluto-viola pone l’ascoltatore in uno stato di rilassatezza totale. E’ tempo di tornare a casa, con gli occhi lucidi e la gola annodata.

Il primo LP in studio dei Gospel Book Revisited si guadagna senza fatica il podio delle migliori uscite discografiche italiane di questo 2019. Morning Songs & Midnight Lullabies è un distillato di radici elettriche robuste e gustose vocalità zuccherine: una bevanda dall’elevata gradazione emozionale da assaporare ad alto volume bicchierino dopo bicchierino.

Sara Bao

 

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