On The Ropes – The Crowsroads

The Crowsroads è un giovanissimo duo folk blues formato da Matteo Andrea Corvaglia e On The Ropes è il loro nuovo album di inediti. I Corvaglia Bros hanno sfornato 12 canzoni in cui compaiono diversi ospiti tra cui la cantautrice britannica Sarah Jane Morris, il cantautore e polistrumentista portoghese Frankie Chavez e il musicista e produttore americano Jono Manson.

FOXES apre il disco con un’armonica corposa e una falcata spedita molto sicura con tacchi sporchi di Blues e con una punta pitonata accattivante e molto radiofonica.

Tocca poi a SEAWEED rallentare il passo, ma mantenere comunque una cortina di tensione e nervosismo. Incursioni di hammond e circolari pizzicate di chitarra creano un clima nebbioso che viene stemperato dai caldi colori vocali di Sarah Jane Morris.

ON THE ROPES riguadagna ritmi consistenti, ingrana la quinta e sfreccia spedita. Armonica e chitarre s’intrecciano con hammond, basso e batteria in una veste di cotone sonoro finemente cucita. Una titletrack che ha il sapore del Pop mescolato ad un retrogusto di storia ben assimilata. Eccellenti queste miscele di moderno e retrò, con John Popper e Marcus Mumford che si tendono la mano in stile affresco La Creazione di Adamo di Michelangelo Buonarroti.

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E’ poi il momento di MONOLOGUE feat. Frankie Chavez, una ballatona che culla e scuote allo stesso tempo, ricca di sentimenti e pathos. Emerge lo stampo della scuola del grande cantautorato americano, quello delle retrovie,  sempre all’ombra dei big da riflettori da Super Bowl, ma sincero e incorrotto. Un brano che suscita empatia, regala emozione, fa crollare ogni corazza dispatica anti sensoriale.

MansonTHE GARDENER’S DAUGHTER con Jono Manson è un gioiellino da diffondere come la gramigna. Un brano che si fa fatica a toglierselo dalla testa, un sound morbido di Folk Rock condito con la coralità calda tipica delle congregations del Sud. Proprio il tocco di Manson è come la ciliegina su una torta perfetta, ma non una di quelle di pasticceria belle fuori e dal sapore insignificante e deludente. No, questa è una di quelle crostate fatte in casa, con la marmellata della nonna, il bordo croccante e la pasta frolla morbida. Una torta sonora che appena le dai un morso assapori la passione, gli ingredienti sani, l’amore con cui è stata impastata. Una fetta tira l’altra finché il piatto resta vuoto e l’ascoltatore è sazio, col sorriso sulle labbra, la pancia piena di emozioni e gli occhi lucidi di sincera commozione.

TOMORROW TURNS THE PAGE è un’altra lucentissima perla di On The Ropes. Brilla di quel sole caldo al tramonto che invita a voltare le spalle alla giornata trascorsa e puntare lo sguardo già verso la notte e il giorno che verrà. Tutto si tinge d’oro, la bottiglia è già vuota, ti pare d’essere pazzo e vuoi soltanto stare solo. I cerchi di fumo nell’aria svaniscono per lasciare spazio alla dolcezza di un soffuso coro di voci, tutto diventa più leggero e la mente si svuota. C’è una via di fuga in ogni trappola, un buco in ogni scatola. E’ tempo di voltare pagina.

Si prosegue con RAZOR WIRE, un Folk Rock in stile Phil Cook con forti richiami all’album People Are My Drug e un dondolio continuo tra tradizione e modernità. Un sound che fa gola ai più giovani ma attira anche i più esperenziati coi capelli d’argento: un brano contenuto in un album transgenerazionale, efficacissimo nell’unire gli sbarbati anti Trap e i vecchi nostalgici Woodstockiani.

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I SAW YOU lancia l’armonica in prima linea a cui si uniscono compatti gli altri strumenti creando una densa schiera di fucilate sonore ben allineate: strumenti magistralmente amalgamati creano una micidiale mitragliata di Blues Rock che abbatte ogni possibile difesa dell’ascoltatore rifugiato in trincea.

EVERYTIME THAT YOU WALK OUT THE DOOR è il rifacimento con un nuovo testo in inglese del celebre brano Ogni volta che tu te ne vai dei Fratelli La Bionda. E’ l’incontro perfetto del Neil Young di Silver & Gold, di Mark Geary di You’re The Only Girl e dello Springsteen di Tougher Than The Rest. Una dolce ballata di morbidezza a tinte seppia con suoni caldi che mettono tutti a proprio agio.

Tocca poi a MARBLES spostarsi verso ritmi più movimentati con il sapore delle feste estive in giardino intorno al falò, collane hawaiane al collo, chitarre ritmiche presentissime e profumo di barbecue nell’aria. Spensieratezza melodica e un pezzo che scansa gli insistenti reggaeton stagionali.

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ANOTHER ROSE IN THE DUST è una ballatona intensa, delicata e forte allo stesso tempo come una rosa in mezzo alla polvere. Il brano calma momentaneamente le acque e conduce l’ascoltatore verso l’epilogo del disco con GROUND FLOOR HEAVEN. L’armonica qui è pulita e il pezzo assume un ritmo ipnotico e circolare per una conclusione che culla riportando delicatamente tutti coi piedi al piano terra, in una sorta di paradiso sonoro fatto di equilibrio e pace interiore.

On The Ropes è un disco maturo, che amalgama riferimenti passati e presenti creando una miscela perfettamente radiofonica: niente minestre riscaldate, né banali cliché o pappette premasticate. Testi corposi, sia a livello di struttura che di significati: liriche non condensate o liofilizzate, molto poetiche e dense di immagini. I Corvaglia Bros hanno assimilato benissimo le lezioni dei grandi interpreti dei ‘70s riuscendo a contestualizzare quel sound lontano nel qui e ora con freschezza e grande personalità.

on-the-ropes-crowsroads-cover-ts1555029463On The Ropes è uno di quei vecchi baristi che inquadra al primo colpo il cliente e sa perfettamente quello di cui ha bisogno. ..Chimay, Bacardi Jamaican rhum, White Lady, Beck’s bier, tequila bum bum, Dry gin, Charrington, Four Roses Bourbon..
Un disco che appaga qualsiasi assetato, basta sedersi al bancone e chiedere a questo esperto barman di lasciar fare a lui. Ti servirà un cocktail sonoro dal gusto moderno ma con quella punta di tradizione che chiude il cerchio e lascia noi clienti ascoltatori soddisfatti ed emozionalmente brilli. I giovani fratelli Corvaglia hanno miscelato il Pop dei Mumford & Sons, la vena Blues dei Black Keys, la radiofonicità di John Mayer con le sfumature del grande cantautorato Americano. L’armonica a grana grossa di John Popper e Charlie Musselwhite con il Folk imbastardito di Phil Cook. C’è anche un po’ dell’Irlanda di Van Morrison che si diluisce con le armonie vocali dei The Sweet Remains e l’eterogeneo legame modernità-tradizione dei The Dirty Guv’nahs.

Puntate tutto ciò che avete sui Corvaglia Bros: On The Ropes è una scommessa vincente. Tornerete a casa con il cuore e le orecchie arricchiti di corpose mazzette di bigliettoni emozionali.

Sara Bao

 

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