Intervista: Chris Horses Band

Oggi abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Chris Horses, leader della Chris Horses Band, per scoprire temi, influenze ed emozioni che confluiranno nel nuovo disco Dead End in uscita entro fine anno.

Perché hai deciso di intraprendere il personalissimo progetto musicale CHRIS HORSES BAND?

Perché è stata una necessità che mi cresceva dentro, dal profondo. Sentivo che dovevo tagliare certe collaborazioni che non davano frutti soddisfacenti e iniziare un progetto del tutto personale, anche per uscire dalla mia comfort zone ed esplorare nuovi fronti. Inoltre ho ritenuto che fosse arrivato il momento giusto per far confluire in un disco tutte le diverse esperienze che ho acquisito in 10 anni di attività live sui palchi d’Italia e non solo. Sentivo la necessità di fare una cosa mia al 100%.

Ci hai svelato che il titolo dell’album sarà Dead End. Cosa significa e che tematiche saranno trattate nell’album?
Dead End, ossia “Senza Uscita”. Ho scelto questo titolo perché i brani che finiranno nel disco trattano temi abbastanza seri e “ombrosi”. Uno dei temi principali è il non sentirsi a proprio agio nel qui e ora: Dead End vuole essere una specie di esorcismo per scacciare i demoni creati dalla mente e per superare i momenti di crisi che ho vissuto in determinati periodi.

Quali influenze confluiscono nei brani di Dead End?

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Sicuramente il Southern Rock, un pizzico di Psichedelia, del vigoroso Blues e non mancherà neanche il groove del Funk. Io e i ragazzi proveniamo tutti da esperienze e formazioni musicali diverse e credo che questo sia il nostro punto forte. C’è chi è cresciuto a pane, Neil Young e Southern Rock come me, chi come Mattia Reez Rienzi è stato svezzato a suon di Blues e chi invece è fortemente legato al mondo dell’improvvisazione Jazz come Giulio Jesi.
Marcus T proviene invece da progetti che hanno come riferimento l’Elettronica e la musica sperimentale, mentre Marco Quagliato ha una formazione classica che negli anni si è mescolata a preziosi riferimenti che vanno dal mondo del Folk fino a quello del Thrash Metal.

Gruppi di riferimento?

Troppi. Sicuramente Lynyrd Skynyrd, Molly Hatchet, ZZ Top e Allman Brothers, ma anche gruppi più moderni come i Blackberry Smoke e italiani come Orme e PFM. Spruzzate di Prog si mischiano alla psichedelia dei Pink Floyd, la Black Music stringe la mano ai giganti del Blues bianco come Stevie Ray Vaughan e Johnny Winter. La Chris Horses Band è un cocktail sonoro composto da tutti questi elementi ben shakerati e rimaneggiati a modo nostro.

Se vi va di supportare questi ragazzi nella produzione di Dead End, potete farlo attraverso il Crowdfunding su www.produzionidalbasso.com.

Sara Bao

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