GOOD BOYS – Double Shuffle Blues Band

Double Shuffle Blues Band è un progetto musicale nato nel 2016 da un’idea del chitarrista veneziano Mattia Rienzi, classe ’98, e del batterista e percussionista Andrea Zanardo. In seguito hanno preso parte al progetto anche Lorenzo Barutta al basso e Daniele Favero alla voce.
Good Boys è il titolo del secondo album, progetto a cui questi 4 ragazzi stanno lavorando da quasi un anno: “Siamo partiti come cover band suonando i grandi classici del blues, ma con il tempo ci siamo distaccati dall’emulazione e ci siamo imbarcati nella produzione musicale inedita.”
E allora non ci resta che ascoltare queste 8 tracce e vedere di che pasta sono fatti questi giovani musicisti.

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Il disco s’inaugura con GOOD BOYS, brano che dà il titolo all’album stesso. Scattano subito chitarre elettriche dense come la melassa, appiccicose come la pece che ti si attaccano addosso e ti spingono di forza dentro un barile di piume. Ci sono gli anni ‘70 negli arrangiamenti chitarristici e i ‘90 nella vocalità: un mash up ben fatto che è riuscito a far collimare due epoche musicali apparentemente distanti.

Le chitarre taglienti e dense se la danno a gambe levate in PLEASE TO MEET YOU con le sirene della pula alle calcagna. Qui emergono prepotenti gli echi della sporcizia chitarristica di America’s Least Wanted di Ugly Kid Joe.

Con I’M A LOVER si tira il freno a mano e si rifiata qualche minuto tra le ombre di un vicolo. Un blues rock sempre dominato da chitarre fumanti, gocciolanti grasso come un panetto di burro su fiamma viva: squagliamento, liquidità e informità in stile Jack White. La centrifuga di suoni finali screma il latte sonoro e lascia emergere ancora una volta tutta la pinguedine delle elettriche mescolata a distorsioni ultraterrene.
HEY OH, LET’S GO! ti sbatte in faccia fin dall’inizio chitarre volgari, rozze come il linguaggio di un tanghero qualsiasi. Sei corde che zappano pesantemente il terreno su cui la voce strascica passi languidi. La parentesi melodica è aliena, distorta, acida e verdognola come uno slime molliccio e appiccicoso. Riprende poi il passo la chitarra portandoci in catena di montaggio con la meccanizzazione di un ritmo sempre uguale che disumanizza e strania l’ascoltatore.

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Tocca poi un omaggio al Blues con una rivisitazione di BOOM BOOM di John Lee Hooker. Qui il blues in senso stretto sparisce per lasciare spazio ad una valanga di cattiveria, un magazzino di energia in potenza che all’improvviso si espande travolgendo tutto con l’impetuosità di un esplosione atomica. Gary Clark Jr. è il padrino di questi Goodfellas, oh pardon, Good Boys.
CRAZY ABOUT YOU è la calma piatta dopo la guerra. Gli accordi di un pianoforte solitario stendono un velo malinconico sopra i cadaveri lasciati sul terreno dopo il conflitto. Dopo un caldo raddoppio di voci si chiude la parentesi di compianto e amarezza perché è tempo di rimboccarsi le maniche e ricominciare. Ecco quindi che partono in quarta anche gli altri strumenti a spalleggiare il pianoforte e a ridare slancio alla vita. L’amore trionfa.
OR MAYBE NOT riprende i ritmi tosti e si mette in centro strada, arrogante e spadroneggiante. Uno Scania S730 che sfoggia un design elegante come le linee vocali di The Black Keys, ma sa anche ruggire su strade Stonesiane e far trottare ben 730 cavalli sotto il cofano.
NOTHING AT ALL chiude il disco con toni decisamente più pacati. Un giro in bus tranquillo guardando il panorama scorrere fuori dal finestrino. La voce femminile dà un tocco di levità che stacca il brano dalla carta moschicida fuzz dei pezzi precedenti e sigilla il disco ripulendo l’orecchio con una situazione leggera e soffice.
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DOUBLE SHUFFLE BLUES BAND ha dimostrato di sapere il fatto suo. Quattro ragazzi con un età media di 20 anni hanno condensato in 8 tracce riferimenti musicali veramente ben assimilati. Altro che Trap, questi sono venuti su a pane e mostri sacri, sbocconcellando un po’ di Southern, assaggiando il Blues e abbuffandosi di Rock bello pesto.
GOOD BOYS stende un tappeto rosso di ottime prospettive per il futuro della Double Shuffle Blues Band mettendo a tacere coloro che fanno di tutta l’erba un fascio orinando sulle nuove generazioni. Fortuna che tra infiniti tappeti di piante infestanti c’è anche qualche ciuffo di idee preziose, frutto di dedizione, studio e tanta passione.
Largo ai giovani, ai Good Boys come quelli della Double Shuffle Blues Band.

Sara Bao

“Fra noi ci chiamavamo sempre “bravi ragazzi”, come quando parlando di qualcuno si dice : «Ehh quello si che è in gamba. E’ un bravo ragazzo». Insomma uno dei nostri. Capito? Eravamo bravi ragazzi, ragazzi svegli!”

Goodfellas – Martin Scorsese

Ascolta subito Good Boys di Double Shuffle Blues Band cliccando sull’icona qui sotto:

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