Buscadero Day 2018

E’ finalmente arrivato luglio. E luglio a casa mia è sinonimo di Buscadero Day!

Sabato siamo arrivati giusti giusti all’orario aperitivo per gustarci sul Six Sound Stage RICCARDO MACCABRUNI in acustico che ha proposto un piacevole set con pezzi tratti dall’ultima fatica Waves.
Poi ci si sposta sull’Uli Main Stage con FILIPPO ANDREANI che, tra dribbling e rovesciate in porta,  gioca una partita di magistrale cantautorato italiano.

Tocca poi a DAVID ZOLLO & THE BODY ELECTRIC. Zollo, cantautore e pianista di Iowa City regala una manciata di brani rock a tinte calde, con sferzate fiammanti di chitarra e un cantautorato marchiato Americana. Rimaniamo stanziati in zona main stage per l’acclamato MASSIMO PRIVIERO che scolla dalle sedie le prime file e le fa saltare come molle ai piedi del palco.

Fugace capatina sul Six Sound Stage per i THE WOODEN BROTHERS che con tre chitarre e voce svuotano sulla platea un piacevole connubio di rock e power folk. Si torna poi verso il parco dove incrociamo i suoni caraibici e molleggianti di FABRIZIO CONSOLI: trombino barocco, sax, piano, cajon, chitarra e voce hanno creato un’atmosfera forse più adatta ad un rilassato orario aperitivo con samba e ritmi mediterranei che riportano subito alla mente i colori degli Arangara di Gianfranco Riccelli.

E per concludere questo primo giorno di Buscadero Day ci si fionda in primissima fila sotto all’Uli main stage per il concerto del torinese THOMAS GUIDUCCI. Supino dietro i tamburi, Tatoni al fretless bass, Il Cardinale a tromba e oggettistica varia sono come le ragnatele di vinavil che facevi da bambino: un trasparente reticolo di suoni indistricabili abbracciano e supportano la voce e chitarra di Thomas colando sul pubblico una manciata di brani che godono di identità propria.

Purtroppo, con una line up folta come i capelli dell’organizzatore Andrea Parodi, è inevitabile perdersi qualche artista, ma ci saranno sicuramente altre occasioni per recuperare.

Il secondo giorno di Buscadero Day parte alle 11.00 precise col milanese FRANCESCO D’ACRI’ sul Six Sound Stage. Un set di chitarra e voce per un risveglio soft, di quelli che vorresti ogni mattina al posto dell’assordante e ansiogena sirena della sveglia.

Dopo questo azzeccato inizio viriamo verso il parco e facciamo in tempo a gustarci un paio di pezzi dei savonesi THE LONESOME PICKING PINES. Tra il cicaleggio echeggia un’originale versione di Cadillac Ranch, seguita poi da un pugno di pezzi di country’n’folk perfettamente adatti al sole cocente dell’ora di pranzo. La panza reclama il rancio, quindi breve pausa pastasciutta e poi via di nuovo verso l’ombra del lungolago per supportare gli amici sul palco.

Il digestivo perfetto arriva da Pisa e propone un honky tonk fuorilegge del tutto personale. LUCA ROVINI & THE COMPANEROS maritano suoni americani a testi marcatamente provinciali dando vita ad un bizzarro matrimonio costruito su ironia e vita vissuta.

Si prosegue poi con il binomio JOHN BEER e THE FIREPLACES, due band entrambe capitanate da Caterino Riccardi, ma con intenti ben diversi: i primi sfrecciano su groovosi ritmi southern funk con percussioni, elettricità e sax, mentre i secondi marciano su strade di polveroso folk portando in giro l’ultima fatica intitolata Soulfood.

Tempo solo di recuperare una birretta fresca e subito si schierano sul palco i Ribelli di Jimmy Ragazzon. JIMMY & THE REBELS li conoscevo solo da disco e devo dire che in versione live l’asticella delle emozioni ha toccato livelli grattacielitici. Una band di fuoriclasse che milita nel campionato italiano del folk’n’roll e si conquista immediatamente il titolo di capolista. Dobro, chitarre, mandolino, armonica e contrabbasso corrono verso il pubblico alternando passaggi tesi a morbidi cucchiai, costruendo giocate intense sotto la direzione di coach Ragazzon e segnando ancora una volta il gol decisivo nel cuore del pubblico.

Il parco affacciato al lago di Pusiano pullula di sorrisi e magliette firmate GANG. Altro gruppo che non avevo mai sentito live e finalmente ho potuto apprezzare qui al Buscadero Day: un intenso set di combat folk, coinvolgente e impegnato.

Segue poi JONO MANSON che sparpaglia sul pubblico una manciata di coriandoli sonori ritagliati dalla carta del roots rock e del folk. Un concerto ricco di ospiti che ha ci ha scompigliato i capelli con energiche sbuffate di road rock e ci ha catapultato per un’oretta nella trasognata terra americana.

Si torna poi in patria con GENNARO PORCELLI & BAND con ruvidi bluesaccioni elettrici dall’attitudine rock che gettano benzina sulle fiamme del pubblico.

La giornata vira verso il tramonto ed è quasi ora di tornare a casa, ma prima ci gustiamo un altro po’ di buona musica:  THOM CHACON, interessante cantautore della nuova generazione americana, abbraccia tutti con la sua profonda e calda vocalità mentre LOS PACAMINOS FEAT. PAUL YOUNG distribuiscono un po’ di pepe con polke e tex mex. La serata sarebbe ancora lunga, ma la strada chiama e arranchiamo malvolentieri verso la macchina con l’eco della voce boscaiola di MIKI MARTINA che narra la storia di Zio Sereno.

La condivisione è ciò che mantiene viva la musica. La musica quella sincera, quella che ti fa conoscere persone straordinarie, quella che ti fa indebitare moralmente verso artisti e amici che ti consigliano sempre cose nuove da ascoltare.
Buscadero Day è musica, ma è anche e soprattutto condivisione.

Grazie Andrea Parodi,

Grazie Buscadero Day.

Sara Bao

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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