WON’T YOU KEEP ME WILD? introducing GOSPEL BOOK REVISITED

Gospel Book Revisited è una band torinese nata nel 2014 che, lo scorso ottobre, ha pubblicato l’EP Won’t you keep me wild? . Il quartetto è intriso di musica nera, Soul, Rock, Gospel e l’immancabile tradizione Blues. In questo disco a fianco della rielaborazione di alcuni classici, troviamo anche due brani originali, Keep me wild e Mary and the fool.

S’ingrana subito la quarta con un omaggio all’imponente Willie Dixon con I just want to make love to you. Una versione tutta pepe e Hard Rock  che convince al primo ascolto: la voce di Camilla Maina è persuasiva ma  allo stesso tempo sferzante e la chitarra di Umberto Poli stende una colata di cemento Rock a presa rapida sopra alle fondamenta ritmiche groove della coppia Nasso-Napoli. A rendere tutto più speziato c’è l’armonica di Dave Moretti che mantiene il convoglio su un paio di solidi binari Blues.

DSC_42291

Keep me wild è il primo brano inedito che s’incontra in questo disco. La batteria di Samuel Napoli inaugura le piste innevate di Rock su cui scorre di gusto la chitarra elettrica inseguita da una voce tipicamente black e dall’hammond di Maurizio Spandre. Un brano che si getta a tutta velocità giù per piste nere di Blues, ma prende anche discese più leggere cosparse di fresche spruzzatine Pop. Un inedito che a fine pista fa voltare l’ascoltatore verso monte a gustarsi con gli occhi la discesa appena terminata lasciandolo con la voglia di assaporarne molte altre.

Si prosegue con Clean up woman, brano reso celebre da Betty Wright negli anni ’70. La voce nera qui fa un tuffo in candeggina sbianchendosi un po’ in un Southern stile Susan Tedeschi. I cori di Daniela Dimopoli spalmano una leggera patina retrò su tutto il brano facendo tornare alla mente i migliori pezzi R&B delle soul women anni ’60 e ’70.

I don’t know her name è una rielaborazione del brano del bluesman mississippiano Leo “Bud” Welch. La band qui non cede a compromessi, chitarra aggressiva e voce distorta per un Blues al benzene che corre impazzito coi cani infermali alle calcagna. Welch, mancato lo scorso 19 dicembre, starà sicuramente ballandoci su con la manopola del volume a manetta, orgoglioso del lavoro di questi ragazzi. Per capodanno non comprate botti, piazzate questa sullo stereo e godetevi i fuochi d’artificio che usciranno dalle casse. Bang!

woSiamo ora giunti alla fine di questo spettacolare disco. La conclusione viene lasciata in mano all’inedito intitolato Mary and the fool. Il tifone Rock s’acquieta e le acque schiumose si ritirano lasciando una battigia sonora scarna e desolata. L’irruenza dei precedenti brani si smorza per un tuffo nel profondo blu oceanico tra chitarre che imitano il canto delle balene, hammond trasognati e l’ondeggiare della voce che ci fa annegare dolcemente in uno stato di semi incoscienza.

Ciò che emerge da questi 5 brani è la voglia di essere selvaggi e liberi: rimaneggiare i classici imbastardendoli il più possibile, scavare nella terra per strappare e portare con sé le radici, correre incontro al futuro con canzoni imbevute di mordente per farle attecchire nella mente e nel cuore di chi le ascolta. Won’t you keep me wild si è guadagnato la lode.

 

                                                                                                                             Sara Bao

 

www.gospelbookrevisited.com

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: